tributo alla musica

aaaa0071b.jpg cos’è la musica..

La parola ‘musica’ indica secondo alcune interpretazioni tutte le arti delle muse, e si riferisce a qualcosa di bello e perfetto. Per me la musica è l’esternazione di un animo, è quella capacità di trasmettere se stessi attraverso delle note, dei suoni: le vibrazioni regolari e costanti prodotte da un corpo oscillante, sia esso uno strumento artefatto o la voce umana. Quest’ultima rappresenta la massima capacità di estensione di suoni, poichè nessuno strumento è capace di spaziare tanto su di un pentagramma…cinque filiformi linee che aprono un mondo pieno di ricchezza interiore, una ricchezza non facile da acquisire.. Interpreti di quest’arte meravigliosa sono ovviamente i musicisti, che possono essere divisi in due rami: quelli che sarebbero capaci di far suonare anche uno stendino, e quelli che ci provano a lungo a familiarizzare con uno strumento convenzionale.. ascoltate i primi e rispettate i secondi, perche il loro cuore è sofferente..

Si provi a pensare ad un esecutore nell’esternazione di un brano: la ricerca del suono..

Egli si avvicina allo strumento, lo osserva e lo focalizza bene in testa, sa dove andare ad agire per ottenere cio che vuole, una vibrazione corposa e ricca di armonici, cosi che possa giungere gradevole all’orecchio dell’ascoltatore, cosi che si possa capire quanto impegno, quanta cura, quanta ricerca delle minuzie è stata fatta per ottenere quella singola nota che orgogliosa si espande nel silenzio d’un teatro.. Spinto da una vena di curiosità, l’esecutore si volta verso l’ascoltatore, ma qualcosa non è come si aspetta: quest’ultimo non è compiaciuto del risultato che zoppicante è pervienuto sino al suo orecchio, tradito dalla sottile smorfia che trapela dagli angoli della bocca..    possibile che tanti sacrifici non siano serviti a nulla? possibile che tanta dedizione non abbia dato i frutti desiderati?  Allora l’esecutore, un po scoraggiato prosegue, ha un occhio sulla partitura ed uno diretto verso il ‘sinistro’ ascoltatore.. Il brano prosegue, la cura dei dettagli è elevata, ogni nota è stata pensata e preparata prima ancora di essere suonata. Un crescendo di emozioni si sprigiona dalle sottili mani dell’esecutore, che ancora una volta vuole premurosamente assicurarsi che tanto impegno possa essere apprezzato. Si volta.  – Non posso crederci !!!! – pensa,  – è impossibile !!! –  si ripete: l’ascoltatore, con vistosa espressione di disinteresse cercava di distrarsi  giocherellando con i pollici,  – infondo – pensava, – io qui non ci volevo neanche venire – .   Allora l’esecutore si rende conto che nulla di cio che fino a prima aveva comunicato era giunto all’orecchio di quell’essere immeritevole di tanta accuratezza. Il brano prosegue, si evolve, muta: i toni si fanno via via piu vivaci e giocosi, le note si intrecciano fra loro come in una sinuosa danza, si mescolano e si sovrappongono come le pieghe formate dal tessuto di un lungo sipario in rapida chiusura.  Il finale è vicino, in tutta la sua trionfale corposità, l’esecutore contro mille fatiche è pronto a vibrare un maestoso trillo al culmine di uno sviluppo senza esitazioni, un acuto finale che dirompente dissipa ogni residua incertezza sul talento dimostrato. – Si, cosi è perfetto ! – pensa l’esecutore, che voltandosi verso l’ascoltatore ‘lo osserva con fare soddisfatto strabuzzare gli occhi per un istante’, prima di riprendere penosamente il reciproco rincorrersi dei pollici..

Distrutto, l’esecutore si ritira a capo chino, mentre il pensiero del fallimento colma il suo animo ferito. Si volge un’ultima volta, e prima che angosciante la sconfitta lo raggiunga, osserva con fare curioso l’ascoltatore che si allontana.. qualcosa non torna, il suo modo di camminare forse, o meglio.. sta fischiettando il brano appena concluso, si, fischietta e si allontana con una vaga movenza che piu rassomiglia ad una danza chè ad una normale camminata.  L’esecutore rimane li a fissare fino all’ultimo quell’ondeggiante figura che pian piano svanisce, e quando non è piu in grado di vederla, si ritira a testa alta e con un fiero sorriso, dietro le quinte. Alle sue spalle, sereno cala il sipario..

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~ di bluestraneo su 15 maggio, 2007.

Una Risposta to “tributo alla musica”

  1. Sa’ molto di “storia di vita vissuta”…
    Come per molte altre arti, anche per la musica molto dipende dalla sensibilità dello spettatore che ne fruisce. E così vi sono gli spettatori che si sforzano di ascoltare, a prezzo di enormi fatiche, e spettatori che invece “sentono” la musica, quel “sentire dentro” proprio non della superficialità, ma dell’interiorizzare e del lasciarsi trascinare fin dove il musicista riesce a trasportarti, come il canto delle Sirene strappa via i marinai dalla rotta sicura.
    è la forza della musica, capace di rapire e trasmettere passioni travolgenti ai cuori più sensibili.

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